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OMISSIONI - STUDIO GIGA

A cura di Matteo Peretti e Bianca Catalano

Omissioni è un’indagine sull'assenza, un tentativo di tracciarne le forme, di misurare ciò che sfugge, di dare sostanza a ciò che non si vede ma permane. Le opere di Diana Pintaldi e Raimondo Coppola si muovono entro una dimensione apparentemente paradossale: quella del vuoto che parla, dell’assenza che lascia impronte, della materia invisibile che plasma lo spazio.

Attraverso linguaggi differenti ma convergenti, i due artisti propongono un processo di catalogazione di tracce, segnali, presenze sommerse: un archivio dell’esistente che non ha ancora trovato un nome, o che è stato espulso dalla narrazione dominante. La mostra diventa così uno spazio meditativo e attivo, che invita alla riflessione su ciò che non si vede ma esiste, e resiste.

Il punto di partenza di Lilith, installazione ambientale sonora, è una domanda semplice e disarmante: Dove va a finire la voce? Con quest’opera l’artista Diana Pintaldi ci guida in una ricerca poetica e materica che attraversa il suono, la memoria e l’assenza.

 

Nell’anima dell’acciaio armonico, tra le spirali sospese di molle, si cela l’eco di tredici voci, tredici voci come le tredici lune dell’anno arcaico: l’ultima è Lilith, la luna oscura, che disallinea il tempo aprendolo verso l’oltre. Ogni voce raccolta, trasformata in frequenza, poi in codice Morse, fino alla dissolvenza, è vibrazione unica e irripetibile – si armonizza in un canto collettivo che viaggia alla frequenza dell’universo di 432Hz, si innalza alla frequenza del miracolo e della rinascita di 528Hz e si ricongiunge a 285Hz la frequenza del corpo. La voce, quindi, si dissolve, ma non si estingue: agisce, incide, persiste. A vegliare su questo coro sommerso è proprio Lilith, figura archetipica e mitologica, prima donna creata e poi rimossa, simbolo di un’assenza che non si lascia cancellare. È lei la custode delle parole non dette, delle narrazioni omesse, delle frequenze che continuano a vibrare sotto la soglia dell’udibile. L’opera raccoglie le voci di: Giulio Corda, Elisa Montessori, Domitilla Dardi, Andrea Scazzola, Benedetta Lucherini, Rodolfo Belcastro, Cristallo Odescalchi, Daniela Di Lullo, Anton Giulio Onofri, Ayse Burcin Sonmez, Jacopo Castelnuovo, Alessandra Zucchi, Laura Melidoni.

 

Nella seconda opera di Pintaldi in mostra, Dimmi, che colore ha la tua voce? la voce si trasforma in luce. Il visitatore è invitato a registrare un frammento della propria voce: l’onda sonora si trasforma in un’onda luminosa che restituisce una rappresentazione visiva e cromatica del suono emesso. L’opera si fonda su corrispondenze armoniche tra frequenze acustiche e luminose: ciò che si dice si tramuta in ciò che si è. Non è la parola a parlare, ma la sua vibrazione: timbro, ritmo, intensità diventano colore. La voce, come il corpo, lascia una traccia: diventa forma.

Omissioni è una mostra che chiede di rallentare, di ascoltare ciò che non grida, di vedere ciò che sfugge. È un invito ad abitare l’assenza non come mancanza, ma come possibilità. Come spazio fertile dove si depositano le tracce, e da cui può nascere un’altra forma di esistenza.

LILITH

Dove va a finire la voce?

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